Una delle feste più caratteristiche di Tropea si chiama "I Tri da Truci". Una festa pagana che normalmente si
svolge il 3 Maggio (tranne rare eccezioni).
I Tri da Cruci (in Italiano le tre croci) non viene festeggiata per ricordare un particolare avvenimento. Infatti
vari avvenimenti lungo la storia tropeana possono far ricordare la festa I Tri da Truci

Il nome di questa festa ci riporta indietro nel tempo, fino al 1800. All'epoca esisteva una chiesetta di forma
cilindrica, forma che la faceva somigliare ad una piccola torre, con tre porte e sull'altare vi si trovavano 3
piccole croci allineate.
La chiesetta crollo dopo un violento uragano nel 1875. Gli unici oggetti intatti
estratti dalle macerie furono le tre croci, che furono portati dapprima al Purgatorio, chiesa situata nel centro
storico, e in un secondo momento venne creata una piccola edicola dove furono portate le tre croci.
Da allora ogni 3 Maggio tutta i cittadini addobbavano questa edicola e festeggiavano fino a tarda sera. Nei
festeggiamenti venivano inseriti vari momenti della storia di Tropea tramite diverse presentazioni: si preparavano
i pali per i fuochi d'artificio, si collocava fra due balconi una fune dove scorreva una colombina, in un altra
fune scorreva una nave di cartapesta, il ballo del "Camiuzzu i focu", il falò.
Ogni presentazione aveva il suo
significato
La colombina e la nave di cartapesta
Tramite questi due simboli si ricorda un'importante parentesi della storia Tropeana, la battaglia di Lepanto.
Fu uno dei momenti dove la forza navale-militare di Tropea venne alla ribalta, aiutando in modo decisivo la
vittoria della Chiesa di Roma contro i Turchi. Parteciparono a questa battaglia circa 200 soldati tropeani, alcune
navi da guerra Tropeane e Gaspare Toraldo, che si distinse grazie alle sue gesta. Si racconta che il ritorno dei
superstiti fu preceduto da una colomba che essi stessi inviarono per informare i cittadini sulla vittoria della
Croce.
U Camiuzzu i focu

U Camiuzzu i focu è legato alla cacciata definitiva dei Saraceni da Tropea. Rappresenta una delle figure più
odiate dai Tropeani, quella dell'infedele Turco che in groppa al suo cammello girava per Tropea e i casali per
riscuotere le tasse, tasse che strozzavano l'economia di Tropea. "U camiuzzu i focu" rappresenta appunto un Turco
in groppa al suo cammello. Mentre viene "ballato" iniziavano a scoppiare fuochi d'artificio in modo da
rappresentare la vittoria dei Tropeani contro i Turchi.
Fuochi d'artificio e Falò
Rappresentano la contentezza del popolo Tropeano. Normalmente venivano esplosi a fine festa. Il Falò traeva la sua
origine da qualche rito pagano ormai perso nel tempo..